Museo del Territorio

Il Museo del Territorio si trova all’interno del Castello di Santa Severa e documenta l’importanza che questo patrimonio monumentale ha sempre avuto nel vissuto della popolazione autoctona.
Grazie all’impegno del geologo e chimico Giulio Rinaldi, e all’attiva partecipazione dei volontari e cittadini, è stato possibile allestire le diverse sezioni di questo piccolo ma prezioso museo, che attraverso testimonianze scritte, foto, oggetti, racconta l’aspetto mineralogico del territorio, il periodo paleontologico, le attività lavorative nel campo dell’agricoltura, delle estrazioni minerarie e delle attività artigianali.
L’idea che ha ispirato la creazione di questo luogo è quella di preservare nella memoria e trasmettere un passato, tutt’altro che scomparso, che ha permesso lo sviluppo economico, sociale e culturale del luogo.
Nel Museo sono esposti nelle prime sale molti degli attrezzi utilizzati anticamente per lo sfruttamento agricolo del territorio, nonché antiche foto che testimoniano varie attività dell’uomo tra cui quella di bonifica di questo settore di maremma meridionale in cui le zone coltivabili erano meno estese per la presenza di diffuse zone paludose.
Inoltre sono esposte antiche mappe che illustrano l’assetto del territorio e, in due sezioni dedicate alle scienze della terra, minerali e fossili provenienti dall’area circostante ma anche altre zone.
Testimonianze storiche di queste attività rurali sono racchiuse non solo nel Museo del territorio ma anche in diverse aree del Borgo, il Castello di Santa Severa,infatti, dal 1482 al 1980 fece parte del vasto patrimonio agricolo del Pio Istituto Santo Spirito, formato da terreni, cave estrattive, palazzi, edifici, un tempo in prevalenza rurali, in diverse località nel Lazio.
La più antica in uno degli affreschi del Battistero in cui si è riconoscibile la figura di San Biagio protettore della gola delle messi e dei cereali.
Risale al 1791 il fontanile voluto dal precettore di Santo Spirito, il nobile Francesco degli Albizzi, per permettere l’utilizzo di acqua agli uomini e agli animali.
In diverse aree esterne sono esposti i mezzi e gli attrezzi usati nel passato per la coltivazione dei campi o per la lavorazione delle materie prime, come ad esempio, nella piazza detta delle barozze (calessi) è possibile ammirare al centro una fontana circolare su due piani, sormontata da tre grosse mole di frantoio.


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