Dal 14 luglio al 13 agosto 2017

Racconti in Blu

Reading e racconti dedicati ai temi del mare e del viaggio

Incontri con autori di narrativa, poesia e musica contemporanea

Programma ore 21.00

Venerdì 14 luglio
Il Sabir, la lingua del mare e i suoni dalle città di frontiera del Mediterraneo
Incontro con Stefano Saletti & Barbara Eramo

«Il Mediterraneo… sono delle strade. Strade per mare e per terra. Collegate. Strade e città. Grandi, piccole. Si tengono tutte per mano. Il Cairo e Marsiglia, Genova e Beirut, Istanbul e Tangeri, Tunisi e Napoli, Barcellona e Alessandria, Palermo e… ».
Jean-Claude Izzo, Marinai perduti

Da anni presenti sulla scena italiana e internazionale nell’ambito della musica world, etnica e della canzone popolare, il polistrumentista Stefano Saletti (oud, bouzouki, chitarra) e la cantante tarantina Barbara Eramo continuano la loro esplorazione tra le musiche e le lingue del Mediterraneo.
Una peculiarità del lavoro di Stefano Saletti e Barbara Eramo è proprio quella di cercare di far emergere le connessioni e i punti di contatto delle tante tradizioni dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, dalla tradizione popolare del sud alle melodie balcaniche, greche, arabe e sefardite, fino ad arrivare al recupero dell’antica lingua del mare, il Sabir che da sempre utilizzano nelle loro composizioni originali.
Dopo il successo del precedente “Folkpolitik” (dedicato ai canti di libertà), è uscito il loro quarto lavoro discografico (suonato con la Banda Ikona), intitolato “Soundcity” un disco nato per raccontare il suono delle città di frontiera del Mediterraneo. Il disco ha avuto una grande visibilità anche internazionale e per tre mesi è stato al n.4 della World Music Charts Europe, la classifica stilata dalle 50 principali testate musicali europee. A giugno 2016 è stato anche disco del mese dell’autorevole rivista inglese FolfRoots e finalista al Premio Tenco 2016 nella categoria “Dialetti e lingue minoritarie”.
Saletti ed Eramo in questi anni hanno viaggiato con la loro musica da Lampedusa a Istanbul, da Tangeri a Lisbona a Jaffa, Sarajevo e Ventotene e in questi luoghi hanno registrato suoni, rumori, radio, voci, spazi sonori. Partendo da tutto questo materiale hanno composto un affresco sonoro che racconta il difficile dialogo tra la sponda nord e sud, i drammi dei migranti, la ricchezza, le speranze, il dolore che attraversano le “strade” del Mediterraneo, cantato, come sempre, in Sabir, la lingua dei pescatori e dei marinai che unisce parole dall’arabo, dall’italiano, dal francese e dallo spagnolo.
Il risultato è un affascinante folk world-mediterraneo, meticciato, una miscela ricca di ritmi e melodie, suggestioni e colori.
Dal vivo i brani si colorano di nuove sfumature, con i tanti strumenti a corde (bouzuki, oud, chitarre…) suonati da Stefano Saletti che valorizzano le particolari doti vocali di Barbara Eramo, una delle voci più intense della world music italiana.

Stefano Saletti: bouzouki, oud, chitarre, voce

Barbara Eramo: voce, u-bass

Giovedì 20 luglio
La Ninfa Contesa
Incontro con Salvatore Uroni, presentazione del suo ultimo romanzo.

A quattro anni dalle vicende che lo videro, poco più che bambino, protagonista degli avvenimenti previsti da un’antica profezia in una dimensione parallela, ritorna, in questo secondo episodio, la saga delle avventure di Gioacchino. Ormai quattordicenne, spinto dalla sua innata e viscerale curiosità, Gioacchino rimane imbrigliato in una successione di situazioni che lo porteranno ad affrontare personaggi e accadimenti che mai avrebbe immaginato, se non nel più terrificante degli incubi. L’incalzare degli avvenimenti, in un mondo diverso e lontano dal suo, lo costringeranno a riflettere sulla propria immaturità e a rivalutare alcune modalità di comportamento avversate ed in netto contrasto con la sua natura ancora adolescenziale.
Scenari di guerra, in un mondo a lui sconosciuto, metteranno a dura prova la sua intelligenza e le sue debolezze, ma lo apriranno anche alla scoperta dell’amore, in una situazione che mai avrebbe voluto sperimentare.
È una storia che, per quanto imbastita su una trama elaborata dalla fantasia del suo autore, mischia fantasia e realtà in un susseguirsi incalzante di eventi reali e immaginari, dove personaggi veramente esistiti e fatti storici realmente accaduti producono un grande affresco dentro il quale la narrazione prende corpo.
Gioacchino riesce a dare al suo percorso, dentro e fuori di sé, una forte valenza etica e spirituale, e un fortissimo richiamo alle difficoltà che sta vivendo la nostra civiltà moderna. 

Giovedì 27 luglio
Il Vaso di Bemberly
Incontro con Daniela Alibrandi, presentazione del suo ultimo romanzo

Il vaso di Bemberly racconta, attraverso una narrazione limpida e senza artifici, una storia divertente e a tratti profondamente toccante. La trama è ambientata in un piccolo borgo, ricco di reperti antichi risalenti all’epoca etrusca, dove Nonna Adele e i suoi nipoti, Mirko e Rosy, ai quali ha fatto anche da madre, si trovano a combattere contro un destino che non dà tregua. Il peso della crisi economica, che rischia di allontanare Mirko, e la preoccupazione per una sindrome sconosciuta che ha colpito la nipote portano nonna Adele a vendere la cosa più preziosa che possiede e che, lei crede, risolleverà le sorti della famiglia: il vaso di Bemberly.
Daniela Alibrandi, con divertenti e sottili spunti satirici, porta a riscoprire le dinamiche interpersonali tuttora esistenti nella comunità di un piccolo borgo di provincia, illuminando alcuni aspetti della vita sociale che si subiscono ormai con consapevole rassegnazione. E nel contempo l’autrice descrive, con uno stile immediato e coinvolgente, una vicenda semplice e profonda, restituendo al nucleo familiare il suo insostituibile ruolo e consegnando al lettore con delicatezza la storia di tre vite ordinarie che diventano straordinarie.

Domenica 30 luglio
Allah e la Scienza
Incontro con Elio Cadelo, presentazione del suo ultimo saggio a cura di Corrado Ocone 

Se, nell’anno Mille, un immaginario viaggiatore avesse osservato con attenzione lo sviluppo scientifico nel mondo avrebbe constatato che i germi della rivoluzione scientifica erano  in gran parte presenti nel mondo musulmano, non certo nella cristianità. Perché, dunque, nel mondo musulmano non si è verificato quel processo di secolarizzazione che in Occidentale è sfociato nella rivoluzione scientifica e industriale? Questa è la domanda al centro del saggio di Elio Cadelo. Alla base della scienza musulmana del Medioevo ci furono gli scienziati greci, alessandrini e latini, ma anche indiani e cinesi, e questo fece sì che, per alcuni secoli, non ci fosse campo del sapere in cui i musulmani non potevano orgogliosamente vantare la loro superiorità. Poi, a partire dal XII-XIII secolo, la luce della conoscenza, lentamente e inesorabilmente, incominciò a spegnersi nel mondo islamico, non prima, comunque, che le opere di Averroé, date alle fiamme e bandite dagli Almohadi, incominciassero a circolare nell’Europa cristiana, stimolando la rinascita della “cultura della ragione” ed il recupero della cultura greca. 

Giovedì 3 agosto
Il piccolo paese
Spettacolo con Ascanio Celestini 

Sono storie dette a margine di altri spettacoli. Racconti scritti in fretta e poi riletti e ri-detti, messi da parte e ripescati. Un repertorio da viaggio, di storie vecchie e nuove.  C’è Toni mafioso, presidente del partito dei mafiosi e Toni corrotto presidente del partito dei corrotti, ma c’è anche l’opposizione che gioca a bridge nel salottino privato del bar della mafia in via della corruzione. C’è il piccolo paese che forse ci sembra piccolo perché lo vediamo da lontano, o forse ci sembra ancora lontano, mentre è soltanto piccolo piccolo.
“Racconti. Il Piccolo Paese”, scritto e interpretato dallo stesso Celestini, è un insieme di racconti che si consumano in pochi minuti, come brani di un concept album che nel complesso descrivono un luogo. Al centro c’è l’importanza delle parole, che spesso possono prendere il sopravvento sulle azioni e diventare esse stesse degli avvenimenti. Alcuni racconti provengono dalla tradizione popolare, altri sono completamente inediti, tutti hanno come comune denominatore l’improvvisazione. Celestini salirà sul palco senza copione né scaletta. 

Domenica 13 agosto
Senza Biglietto. Viaggi oltremare
Incontro e reading con Michela Murgia

Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972. Nel 2006 ha pubblicato con Isbn Il mondo deve sapere, il diario tragicomico di un mese di lavoro che ha ispirato il film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti. Per Einaudi ha pubblicato nel 2008 Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, nel 2009 il romanzo Accabadora, vincitore del Premio Campiello 2010, nel 2011 Ave Mary (ripubblicato nei Super ET nel 2012), nel 2012 Presente (con Andrea Bajani, Paolo Nori e Giorgio Vasta) e L’incontro. È fra gli autori dell’antologia benefica Sei per la Sardegna(Einaudi 2014, con Francesco Abate, Alessandro De Roma, Marcello Fois, Salvatore Mannuzzu e Paola Soriga), i cui proventi sono stati destinati alla comunità di Bitti, un paese gravemente danneggiato dall’alluvione. Sempre per Einaudi ha pubblicato il romanzo Chirù (2015) e Futuro interiore (2016).

Modalità di partecipazione

Partecipazione gratuita, fino ad esaurimento posti disponibili.

Prenotazione consigliata al numero 06.3996.7999

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